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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

​L’ansia non è un brand, è una storia che aspetta di essere ascoltata

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  ​ «Che ansia» . È una frase che pronunciamo o sentiamo decine di volte al giorno, quasi fosse un intercalare, un rumore di fondo delle nostre giornate. La usiamo quando dobbiamo sostenere un esame, prima di un primo appuntamento importante o quando siamo incastrati nel traffico e temiamo di fare tardi a un incontro di lavoro. In questi casi, però, stiamo parlando di qualcosa di profondamente umano e, soprattutto, fisiologico . Si tratta di quell’attivazione corporea e mentale legata a uno scopo preciso, un sistema di allarme naturale che si attiva quando avvertiamo un rischio potenziale o una situazione sfidante. È il segno che siamo vivi , che ciò che stiamo facendo ha un valore per noi, una sfumatura che dà un senso e un valore a ciò che ci succede, evitandoci l'alternativa di vivere anestetizzati.  ​ Eppure, oggi sembra che questa normale reazione emotiva sia stata fagocitata da un fenomeno molto più grande, una narrazione collettiva che potremmo definire "Generazione ...